Roberto Beretta, Avvenire, 31/07/1997, 31 luglio 1997
Però però: un poco di sangue blu non guasta mai, anche per gli affari. A proposito, non è che lei
Però però: un poco di sangue blu non guasta mai, anche per gli affari. A proposito, non è che lei... «Si, io sono nobile. Siamo conti da diverse generazioni. Del resto, il mio bisnonno era tenente generale delle Voloire, artiglieria a cavallo, e fu medaglia d’argento a Custoza. Mio nonno vestiva l’uniforme di colonnello di cavalleria. Mio padre è stato generale di corpo d’armata, l’ufficiale che ha vinto più concorsi ippici prima dell’ultima guerra. Anch’io sono ufficiale di complemento di cavalleria. Avrei voluto intraprendere la carriera militare, ma ormai era nata la repubblica; allora mi consultai con papà, e feci l’avvocato». Insomma: o Savoia o niente, come alla carica di Izbusenskij... Poi, però, ci sono l’orologio e il posacenere o la tabacchiera con l’«arma policroma» dei sabaudi (gadget «Royal Design» venduti dalle pagine di ”Italia Reale”), le gite sociali in pullman fino ad Altacomba o Montpellier dove sono sepolti i re morti in esilio, le Guardie d’Onore (volontarie) alle Reali Tombe del Pantheon a Roma. All’alba del Duemila, servono ancora queste romanticherie?