Roberto Beretta, Avvenire, 31/07/1997, 31 luglio 1997
Ma per questo non c’è affatto bisogno dei Savoia: abbiamo già Berlusconi e Prodi a fare le medesime promesse
Ma per questo non c’è affatto bisogno dei Savoia: abbiamo già Berlusconi e Prodi a fare le medesime promesse. Comunque, è inutile illudersi: voi monarchici siete minoranza magari il principe riuscirà a tornare in Italia come privato cittadino ma non ce la farete mai a rimetterlo sul trono. L’avvocato frena: «Mai dire mai, soprattutto nella politica italiana. Chi avrebbe detto, 50 anni fa, che gli ex fascisti sarebbero diventati il terzo partito d’Italia? Eppure è avvenuto. Siamo minoranza, ma già stiamo aumentando. E il bello sta proprio lì: essere pochi e vincere la partita. Io sono così: difatti tifo Torino, mica Juve come le masse». Ahi ahi ahi, avvocato: questa la dovrà spiegare al principino Emanuele Filiberto, che grazie a una trasmissione domenicale ha indottrinato mezza Penisola sulla sua fede bianconera. Dica: un nobile come lei, un aristocratico, si farebbe davvero governare da un ragazzo coi capelli lunghi, simpatico sì ma neanche tanto colto come il suddetto principe? «E perché no? Il re della mia vita è stato Umberto II, andavo ad incontrarlo in esilio diverse volte l’anno. Tuttavia l’importante è una dinastia che garantisca stabilità. Per me patria, Italia e Savoia sono la stessa cosa».