Piero Sinatti, Sole-24 Ore, 12/07/1997; Alberto Negri, Sole-24 Ore, 27/07/1997; Astrit Dakli, il Manifesto, 29/7/97; Ennio Caretto, Corriere della Sera, 02/08/1997., 12 luglio 1997
L’amministrazione Clinton, aggirando la legge D’Amato (repubblicana) che prevede sanzioni per chi commercia con i paesi coinvolti in atti terroristici, ha inaugurato una politica di avvicinamento all’Iran
L’amministrazione Clinton, aggirando la legge D’Amato (repubblicana) che prevede sanzioni per chi commercia con i paesi coinvolti in atti terroristici, ha inaugurato una politica di avvicinamento all’Iran. In pratica, la Casa Bianca ha autorizzato il passaggio per l’Iran del gasdotto che porterà metano dal Turkmenistan (terzo produttore mondiale) alla Turchia (cioé all’Europa). Per aggirare la legge D’Amato, l’Amministrazione Usa ha dichiarato che l’opera non comporterà investimenti superiori ai 40 milioni di dollari e si collocherà perciò fuori dai criteri di applicazione della legge. In realtà l’Iran riceverà royalties molto superiori per il passaggio dei condotti sul proprio territorio. Inoltre avrà in futuro la possibilità di esportare il proprio gas, ora sottoposto ad embargo. Oltre ad essere un duro colpo per la strategia punitiva degli Usa e il ”dialogo critico” dell’Europa, la vicenda ha implicazioni di politica internazionale rilevanti. Dimostra che a dispetto delle intenzioni manifeste, il vero avversario strategico degli Usa nell’area è, oggi come dieci anni fa, la Russia. Più dell’integralismo islamico, iraniano o altrui. Il gasdotto infatti comprometterà le ambizioni energetiche di Mosca. La Russia, che detiene un quarto del gas naturale della Terra, vuole mantenersi egemone sulle risorse dell’area e considera le ricchezze delle neo-repubbliche centroasiatiche come proprio terreno di caccia. Attorno al Caspio ci sono le riserve di gas e petrolio più importanti al mondo. In tutto ciò la Cina è ancora in posizione defilata, ma manifesta il suo interesse. L’avvicinamento di Clinton all’Iran è stato duramente criticato in America. stata fatta l’ipotesi che dietro l’attentato di Dahran di due anni fa (19 marines morti) e dietro quello al mercato di Gerusalemme (vedi sopra) ci fosse proprio l’Iran. Motivo: gli ayatollah intendono dare un segnale al neo presidente moderato Muhammed Khatami (si è insediato domenica 3): che non ecceda in moderazione, che non apra troppo all’Occidente. Per quanto riguarda l’Afghanistan, le compagnie petrolifere americane e saudite brigano per escludere l’Iran dal gioco centroasiatico dei gasdotti . Le vittorie dei Talebani (che accettano finanziamenti da vari fronti) sono state accolte con una certa soddisfazione a Washington. Massud, Il ”Leone del Panshir”, per la riconquista di Kabul si é appoggiato sia a Mosca che a Teheran in chiave antiamericana e antisaudita.