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 1996  novembre 21 Giovedì calendario

Il prezzo della benzina è libero, ma questa libertà non ha portato benefìci ai consumatori. Le compagnie petrolifere sono tutte d’accordo, anche se non fanno tutte profitti allo stesso modo

Il prezzo della benzina è libero, ma questa libertà non ha portato benefìci ai consumatori. Le compagnie petrolifere sono tutte d’accordo, anche se non fanno tutte profitti allo stesso modo. Ma solo per ragioni di efficienza interna loro. Secondo il presidente dell’Antitrust Giuliano Amato nel ’95 l’Autorità ha verificato che le imprese più efficienti avevano costi di produzione per 87,5 lire al litro contro le 127,5 delle imprese meno efficienti; quindi il margine netto delle prime è stato di 54,5 lire al litro contro le 12,6 delle imprese meno efficienti. Ma i prezzi al consumo praticati dai due tipi di compagnie sono rimasti gli stessi. Soluzione secondo Amato: liberalizzare completamente il mercato, eliminare il regime delle concessioni ai distributori (sostituendolo con un regime di semplice autorizzazione), ampliare l’attività commerciale dei distributori con il ”non-oil” (vendita di prodotti non legati esclusivamente alle auto). L’Authority mette sotto accusa soprattutto l’Agip, la cui posizione dominante tuttavia «non è voluta dalla società, ma determinata da scelte del governo durante la crisi petrolifera degli anni Settanta». La società del gruppo Eni, infatti, è l’unica ad avere una rete di depositi ramificata su tutto il territorio nazionale. Una soluzione per l’abbassamento del prezzo potrebbe avvenire dalla grande distribuzione. In Francia le pompe dei centri commerciali, sganciate dalle logiche delle compagnie petrolifere, hanno contribuito all’abbassamento del prezzo della benzina conquistando in pochi anni il 46,5 % del mercato.