Roberto Bagnoli, Corriere della Sera, 06/08/1997, 6 agosto 1997
Per convincere le compagnie a tagliare la rete di distribuzione è intervenuto il governo. La trattativa si è conclusa poche settimane fa: il ministro dell’industria ha annunciato l’eliminazione di cinquemila pompe di benzina
Per convincere le compagnie a tagliare la rete di distribuzione è intervenuto il governo. La trattativa si è conclusa poche settimane fa: il ministro dell’industria ha annunciato l’eliminazione di cinquemila pompe di benzina. Problemi perché in realtà ne andrebbero chiuse diecimila, cioè un terzo di quelle esistenti. Le vendite salirebbero così oltre il milione di litri per venditore (la media europea è di due milioni). Franco Debenedetti spiega che in Italia ci sono molti più distributori che all’estero per «la pratica delle concessioni facili rilasciate per guadagnare favori in cambio di consenso politico». Le compagnie resistono perché temono di perdere quote di mercato, e infatti molte volte tengono la licenza di quelle chiuse per non lasciare spazio ai concorrenti. Strategia con la quale il ministero dell’Industria potrebbe ridurre il numero dei distributori: applicare alla lettera il codice della strada togliendo la licenza, ad esempio, a quelli troppo vicini al marciapiede (la metà delle attuali rivendite sarebbe irregolare). Un’altra possibile soluzione viene dalla Shell, che ha brevettato un distributore automatico nel quale un robot apre il tappo del carburante, compie il rifornimento e porge dal finestrino un supporto magnetico per il pagamento con carte di credito. La procedura richiede un tempo inferiore ai due minuti.