Piero Ottone, il VenerdÏ, 01/08/1997., 1 agosto 1997
«Alcuni dei disoccupati saranno assunti, presumibilmente, dall’industria automobilistica, con una conseguenza inevitabile: si produrranno più automobili
«Alcuni dei disoccupati saranno assunti, presumibilmente, dall’industria automobilistica, con una conseguenza inevitabile: si produrranno più automobili. Ma non sono già troppo numerose, le auto in circolazione? Non sono una sciagura gli ingorghi di traffico, la mattina quando andiamo al lavoro, il sabato quando andiamo in vacanza? Non vediamo le auto posteggiate dappertutto, in seconda, in terza fila? Non ce le troveremo anche in cucina? Ogni anno, il numero delle vetture in circolazione cresce. Se anche i disoccupati si metteranno a produrre auto, dove le metteremo? [...] Ci troviamo di fronte a due proposizioni, ugualmente valide, ma in contraddizione una con l’altra. La prima è che bisogna dare lavoro ai disoccupati. La seconda è che i disoccupati, se troveranno lavoro, produrranno beni di cui non c’è bisogno, e provocheranno danni. La via d’uscita, mi sembra, è una sola: pagare i disoccupati per non fare nulla».