La Repubblica - Affari & Finanza, 14/07/1997., 14 luglio 1997
«Vi siete occupati sul vostro giornale dei grandi problemi delle Ferrovie: le strategie, gli investimenti
«Vi siete occupati sul vostro giornale dei grandi problemi delle Ferrovie: le strategie, gli investimenti. Ma quelli della qualità del servizio non sono di minor conto. Ho appena avuto un’esperienza in materia. Mia madre, molto anziana e quasi non in grado di camminare, doveva viaggiare sul Roma-Lecce delle 23.50. Alla stazione Termini esiste un «servizio disabili»: si prenota il giorno prima, dando gli estremi del biglietto. anche gratuito. Un’ottima cosa, sembrerebbe. L’appuntamento era alle 23 al posteggio taxi di via Marsala. Arriviamo puntuali, ma non c’è nessuno. Passa il tempo, e nessuno si vede. Per fortuna mia madre è seduta nella nostra auto e ci siamo io e mio cugino; ma se fosse arrivata in taxi? Che faceva, si sedeva sul marciapiede? Alle 23.20 chiedo aiuto alla pattuglia della polizia, che chiama per radio. Passano ancora una decina di minuti prima che arrivi l’addetto con la sedia a rotelle. Andiamo al binario, ma il treno non c’è ancora. Arriva di lì a poco ma non apre le porte. Le apre alle 23.40, dieci minuti prima della partenza. L’addetto fa salire i passeggeri assiepati davanti, poi si avvicina alla porta e manovra l’elevatore che alza la sedia a rotelle sulla piattaforma del vagone. Io, che sono salito, prendo in consegna la sedia, ma solo per mezzo metro; non passa nel corridoio. Per fortuna mia madre è in grado, a passetti, di raggiungere lo scompartimento: ma poi le serve il nostro aiuto per sistemarsi nella cuccetta. Non ci vuole molto, ma alzando la testa dopo averla sistemata vedo che il treno si sta muovendo: è partito! Ci prepariamo verso l’uscita, c’è lì il ferroviere del vagone letto che aveva visto l’elevatore che faceva salire la sedia a rotelle, controllato il biglietto e visto quello che stavamo facendo. «Dobbiamo scendere!» «Ormai il treno è partito». «Ma scusi, lei non ha fatto nulla? E nemmeno ci ha avvertito?» In risposta allarga le braccia. Del resto, se anche ci avesse avvertito, non potevo certo mollare mia madre - che ha difficoltà a reggersi in piedi nel corridoio. Non voglio annoiare con il resto del racconto: mio cugino ed io siamo dovuti arrivare a Cassino dove per fortuna abbiamo trovato un treno per tornare (siamo arrivati a Roma-Ostiense alle 3 e mezza di notte). Aggiungo solo una postilla; ho saputo al telefono da mia sorella, che era a Lecce ad accogliere nostra madre, che il viaggio è stato molto pesante, perché l’aria condizionata non funzionava e si soffocava dal caldo».