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 1997  agosto 03 Domenica calendario

Di qui il malessere, l’impressione di essere avvolti da un chiacchierare enorme, e vacuo. Si vorrebbe sapere come mai le rivolte del ’68 partorirono mostri in Italia e Germania, e come mai invece la Francia si fermò in tempo, sull’orlo del baratro, con la sapienza di chi sa l’arte dell’autolimitazione, della rinuncia

Di qui il malessere, l’impressione di essere avvolti da un chiacchierare enorme, e vacuo. Si vorrebbe sapere come mai le rivolte del ’68 partorirono mostri in Italia e Germania, e come mai invece la Francia si fermò in tempo, sull’orlo del baratro, con la sapienza di chi sa l’arte dell’autolimitazione, della rinuncia. Si vorrebbe sapere il motivo di itinerari sì diversi, per apprendere qualche saggezza di fronte a nuovi abissi. Non mancarono gli autoaccecamenti in Francia, ma esistevano anche vaccini potenti, contro la tentazione di prendere la morte alla leggera. Il più potente vaccino fu l’anticomunismo, di cui era impregnato il maggio ’68 e che continuò anche dopo, quando nacque il gruppo estremista - e potenzialmente terrorista - chiamato Sinistra Proletaria. Cohn-Bendit che fu l’anima del ’68 aveva idee precise: quando si rivolgeva ai comunisti, li chiamava invariabilmente crapules staliniennes, canaglie staliniane. Un giorno impedì al poeta Aragon di prendere la parola in un’assemblea: «Perché sui tuoi capelli bianchi - disse - c’è il sangue dei morti nei campi comunisti, e di questo devi parlarci». Non era l’anticomunismo di cui oggi si vanta Negri, sullo Spiegel.