Barbara Spinelli, La Stampa, 03/08/1997, 3 agosto 1997
C’erano intellettuali magari autoaccecati ma che imponevano l’uso della parola: come Sartre, Foucault, Glucksmann che nel ’56 era stato espulso dal pc
C’erano intellettuali magari autoaccecati ma che imponevano l’uso della parola: come Sartre, Foucault, Glucksmann che nel ’56 era stato espulso dal pc. Ma soprattutto ci fu la rinuncia, che per Freud è «elemento essenziale della moralità» (Dostoevskij e il parricidio, 1927). La rinuncia che da noi è mancata, e che oggi ci condanna a inespiabili espiazioni dostoevskiane. Perché Freud non ha torto: «Morale è chi già reagisce alla tentazione avvertita interiormente, e ad essa non cede. Colui che prima si macchia di una colpa e poi, una volta in preda al rimorso, pone a se stesso elevati obiettivi morali, può esser sempre accusato di fare i propri comodi».