Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  agosto 06 Mercoledì calendario

Alla fine, come accade in una vera economia di mercato come questa americana, le due strade, la strada del paesello nella prateria e la strada dei finanzieri a Manhattan, convergono

Alla fine, come accade in una vera economia di mercato come questa americana, le due strade, la strada del paesello nella prateria e la strada dei finanzieri a Manhattan, convergono. Per tutti, rimane al fondo la convinzione profonda, ideologica, che il mercato abbia sempre ragione, che il meglio che un governo possa fare, in materia di economia, è togliersi dai piedi di chi produce, lavora e investe, che il dollaro valga semplicemente quel che gli acquirenti sono disposti a pagarlo, oggi molto, domani meno, dopodomani chissà. E come la globalizzazione dei prodotti non ha affatto nuociuto all’America, così la globalizzazione dei mercati finanziari non possa che far bene al «toro scatenato» e a chi, piccolo bottegaio o grande argentiere, lo cavalca.