Vittorio Zucconi, La Repubblica, 06/08/1997, 6 agosto 1997
Non c’è nulla che oggi i governi, le banche, i superministri e gli ormai patetici summit come il G-7, possano fare
Non c’è nulla che oggi i governi, le banche, i superministri e gli ormai patetici summit come il G-7, possano fare. Nell’ora della mondializzazione, il dirigismo pomposo di questi vertici è anacronistico. I tassi di interesse, che trainano il corso delle monete in basso o in alto, sono paralizzati dalla congiuntura: in America non possono essere diminuiti senza rischiare l’inflazione, in Germania non possono essere aumentati senza aggravare la recessione. Le Banche Centrali con le loro minuscole riserve monetarie non possono - da tempo - più opporsi a un mercato mondiale dei cambi dove ogni giorno si trattano monete per un valore di un trilione di dollari, quasi due milioni di miliardi di lire: gettare riserve per fermare il dollaro sarebbe come buttare una spugna in mare per asciugarlo. Non aspettatevi dunque lacrime di solidarietà, o aiuti, dall’America, per imbrigliare il suo toro scatenato. «Alla fine, il mercato ha sempre ragione», dice il ministro Rubin. E i ristoratoriti francesi hanno torto.