Paolo Guzzanti, La Stampa, 22/07/1997, 22 luglio 1997
Si, me la ricordo, la mia tenda da campo. Enorme, misteriosa e difficile da montare. Ma comoda. E dentro Corrado e Sabina piccoli
Si, me la ricordo, la mia tenda da campo. Enorme, misteriosa e difficile da montare. Ma comoda. E dentro Corrado e Sabina piccoli. Ho fatto riversare certi vecchi filmini 8 millimetri su videocassetta ed è venuta fuori una struggente porcheria: i colori sono verdastri, i miei figli pallidi e trasparenti come fantasmi; Troppi anni in un cesto di vimini in soffitta, le pellicole si sono avariate. Il filminaro si è preso un sacco di soldi per rendermi questi graffiti e farmi versare qualche lacrima da vecchio coccodrillo, e già che c’era li ha mescolati con spezzoni di documentari che forse sono appartenuti a me e che io proiettavo ai miei figli nei primi anni Settanta, assieme alle avventure di Paperino e il gambero e di Pluto e l’aragosta. Molto simmetriche, bianco e nero, sfarfallanti.