Paolo Guzzanti, La Stampa, 22/07/1997, 22 luglio 1997
Così ridevamo. Poi è saltato fuori un vecchio registratore Grundig, pesante come un baule, bobine da quattro ore, canzoni della guerra di Spagna e di Brassens, più alcuni spettacolini che allestivamo in casa, anticipando le scene
Così ridevamo. Poi è saltato fuori un vecchio registratore Grundig, pesante come un baule, bobine da quattro ore, canzoni della guerra di Spagna e di Brassens, più alcuni spettacolini che allestivamo in casa, anticipando le scene. Altro struggimento, altro amarcord. Ma le parti più struggenti, catastrofiche ed esaltanti sono quelle dei campeggi di questi anni poverissimi, quando partivamo tutti per la Sardegna, il Gargano e la Grecia, con il carrello agganciato a una macchina esausta, e che conteneva un intero gommone sgonfio e piegato come una federa, un motore da nove cavalli, una tenda grande con padiglione e due camere separate dallo zip, tutta l’attrezzeria per una vacanza miserabile di lusso.