Paolo Guzzanti, La Stampa, 22/07/1997, 22 luglio 1997
Ma i miei due figli ebbero molto sangue freddo e mi pilotavano come navigatori: colpetto di freno, destra, accelera, così, adesso blocca e accosta
Ma i miei due figli ebbero molto sangue freddo e mi pilotavano come navigatori: colpetto di freno, destra, accelera, così, adesso blocca e accosta. Bloccai e l’oggetto spaziale si schiantò sull’asfalto, rimbalzò per la violenza a come se fosse stato di gomma e ricadde su un rialzo terroso che bordeggiava l’autostrada lasciando un’impronta geometrica da astronave aliena che resistette per alcuni anni, coprendosi di verdure prima di sparire. Il botto aveva sparso sull’autostrada tutti i nostri averi, picchetti e paletti rotolavano ovunque, i teli azzurri della tenda lacerati come vele nel tifone ricadevano a brandelli tra mestoli, borracce, lettini smontati e ogni sorta di aggeggio da campo. Ma avemmo fortuna: ne uscimmo vivi, non ammazzammo nessuno e l ’era del campeggio fu dichiarata chiusa per sempre, salvo una ripresina a Punta Ala fra le morti dei due papi, Montini e Luciani (Renato Zero cantava nei paraggi) ma fu una cosa di pochi giorni.