Orio Caldiron, Il Mattino, 03/08/1997, 3 agosto 1997
Totò non sarebbe mai diventato Totò se non si fosse imbattuto sin dall’inizio nella povertà e nella fame
Totò non sarebbe mai diventato Totò se non si fosse imbattuto sin dall’inizio nella povertà e nella fame. E se tutto non fosse cominciato a Napoli... Antonio Vincenzo Stefano Clemente nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 alle 7.30. L’appartamento dove abita sua madre Anna Clemente si trova al secondo piano di un palazzotto al numero civico 109 di via Santa Maria Antesaecula nel rione Stella, soprannominato Sanità per la sua aria, a quei tempi, particolarmente salubre. Il quartiere, vicino alla stazione ferroviaria, è considerato il cuore della «guapparia» napoletana. Anna, una sedicenne molto bella, orfana di padre, vive in famiglia con la madre Teresa e quattro fratelli. Sarà uno di loro, lo zio Vincenzo, che fa il meccanico, ad andare in municipio, per denunciare la nascita del piccolo Antonio. In quanto al padre, il marchese Giuseppe De Curtis, uno scapolo di 33 anni, nobile anche se decaduto, pur amando Anna, come nobiluomo che obbedisce alle regole del tempo e soprattutto a quelle di un padre irascibile non convive con la sua amante, che è un popolana e, anzi, deve tenere nascosta la relazione come vergognosa. titolare di una sartoria ambulante che, senza una sede fissa, porta i suoi servigi a casa dei clienti.