Orio Caldiron, Il Mattino, 03/08/1997, 3 agosto 1997
Nel periodo di massimo splendore l’atelier ha pure una sede in via Roma, vicino ai locali dell’attuale Rinascente
Nel periodo di massimo splendore l’atelier ha pure una sede in via Roma, vicino ai locali dell’attuale Rinascente. Negli anni successivi la sartoria si trasforma in agenzia teatrale con l’ufficio in via Corrieri a Santa Brigida, ma non diventerà mai una fonte di grandi guadagni. Anna, chiamata in famiglia Nannina, tanto giovane da essere sfrontata, non fa mistero né del suo legame, né della sua gravidanza e vive, quasi esibendola, la sua condizione di mantenuta anche se il fidanzato è più generoso in bei regali che in aiuti concreti. Più amante che madre, preferirà lasciare il bambino alle cure della nonna per dedicarsi all’amato con il quale si incontra tutte le sere. Saranno il bacio che gli dà prima di uscire e il profumo della cipria con cui si è fatta bella i primi ricordi del piccolissimo Antonio che la madre ha soprannominato da sempre con il vezzeggiativo affettuoso di Totò.