Orio Caldiron, Il Mattino, 03/08/1997, 3 agosto 1997
Anche a scuola Totò non dà molte soddisfazioni. Non ama studiare e, come usa ormai fare in tutte le circostanze, si diverte piuttosto a osservare, a «spiare» secondo la dizione dei vicini di casa che si sentono osservati in modo inequivocabile dal bambino appostato là dove meno vorrebbero trovarlo
Anche a scuola Totò non dà molte soddisfazioni. Non ama studiare e, come usa ormai fare in tutte le circostanze, si diverte piuttosto a osservare, a «spiare» secondo la dizione dei vicini di casa che si sentono osservati in modo inequivocabile dal bambino appostato là dove meno vorrebbero trovarlo. così che tanti anni dopo si ricorderà con precisione il modo di leggere del suo maestro delle elementari quando, dovendo inventare il personaggio di un miope, finge di leggere un foglio scorrendolo dall’alto in basso con l’occhio destro appiccicato alla carta. Ma i suoi grossolani errori di ortografia lo porteranno addirittura, in IV elementare, non solo a essere bocciato ma a essere retrocesso in III. Lui non se ne dà troppo pensiero e continua a divertire i compagni più piccoli con le sue smorfie e le sue battute. Finalmente però è promosso e finisce le elementari.