Orio Caldiron, Il Mattino, 03/08/1997, 3 agosto 1997
Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, decide di arruolarsi come volontario nonostante la veemente disapprovazione di sua madre preoccupata per le sue sorti
Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, decide di arruolarsi come volontario nonostante la veemente disapprovazione di sua madre preoccupata per le sue sorti. Al distretto militare lo assegnano prima al 22° Reggimento dislocato a Pisa e poi al 182° Battaglione destinato ad andare in Francia. Prima della partenza il colonnello raduna i soldati e li mette al corrente che in Francia coabiteranno con un reparto di marocchini, suggerendo degli accorgimenti come il portarsi appresso un coltello per difendersi eventualmente dalle loro abitudini «diverse». Totò è spaventatissimo e alla stazione di Alessandria finge un attacco epilettico così ben riuscito che lo ricoverano all’ospedale militare in osservazione e da lì passerà a Livorno. Durante il servizio militare che farà tutto nel porto toscano, si esibisce su improvvisati palcoscenici davanti ai commilitoni e conia l’espressione: «siamo uomini o caporali?», destinata a diventare famosa. In questa frase è concentrata tutta la filosofia che ha sperimentato sulla sua pelle sotto le armi. Tra i superiori c’è un caporale che l’ha preso in antipatia e lo massacra di corvée. Nonostante il soldato Totò esegua alla perfezione, il caporale trova sempre il modo di punirlo.