Rosanna Bettarini, Il Sole 24 ore, 10/08/1997, 10 agosto 1997
Dal libro della memoria e dal microfilm del passato affiora che: i curatori dell’Opera in versi pensavano che l’attacco della poesia Poiché la vita fugge non stesse sintatticamente tanto bene in piedi, con un traballante contraccolpo in re dell’emozione prodotta da una Musa sempre troppo inquietante come Clizia; i curatori sottoposero il dubbio al Poeta, il quale rispose dilatandosi e raddoppiandosi, passando da un componimento «onostrofico» ad una lirica bivalve e lasciando i segmenti del testo primitivo tutti come prima
Dal libro della memoria e dal microfilm del passato affiora che: i curatori dell’Opera in versi pensavano che l’attacco della poesia Poiché la vita fugge non stesse sintatticamente tanto bene in piedi, con un traballante contraccolpo in re dell’emozione prodotta da una Musa sempre troppo inquietante come Clizia; i curatori sottoposero il dubbio al Poeta, il quale rispose dilatandosi e raddoppiandosi, passando da un componimento «onostrofico» ad una lirica bivalve e lasciando i segmenti del testo primitivo tutti come prima. A questo punto Contini scrive (mi fingo) il biglietto (perduto) che accompagnava la trascrizione qui riprodotta, dove è inserita una filza di puntini di sospensione per indicare il luogo dove gli pareva mancasse qualcosa al supposto snodo sintattico assente.