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 1997  agosto 10 Domenica calendario

Gianni Minà si adombra perché Omero Ciai (in un reportage su «l’Unità) ha osato esprimere dubbi su questo regime, scrivendo quello che ha visto a Cuba

Gianni Minà si adombra perché Omero Ciai (in un reportage su «l’Unità) ha osato esprimere dubbi su questo regime, scrivendo quello che ha visto a Cuba. Io non vado più a Cuba da diciassette anni perché l’ultima volta non sono stato accolto benevolmente e so di essere persona non gradita all’Avana. Ma sento dire che le cose vanno male. Lisandro Otero, che vent’anni fa era al ministero degli Esteri e che, come scrittore, è una voce autorevole tra gli intellettuali cubani, ha pubblicato su un giornale ecuadoriano un articolo nel quale sostiene che il governo dell’Avana, «sapendo che si avvicina un periodo di gravi batoste e delusioni, sta stringendo le chiavi del violino ideologico. Le pressioni sugli intellettuali che osano pensare con la propria testa sono sempre più forti. Cuba si trova ancora una volta di fronte a una crisi complessa dalla quale sarà difficile riemergere»? E la colpa, dice, non è della legge Helms-Burton votata dagli Stati Uniti, ma risiede adesso nell’insuccesso del raccolto della canna da zucchero e nelle difficoltà che lo Stato oppone ai precari tentativi dell’economa privata. «Un cubano non può fare investimenti nel proprio paese », conclude Otero: «questo è un privilegio riservato agli stranieri» (V. «Internazionale» n. 190, pag. 5).