Saverio Tutino, L’Unit, 10/08/1997, 10 agosto 1997
Da ogni parte mi giungono, da persone serie, notizie si Cuba che coincidono con il quadro descritto da Ciai
Da ogni parte mi giungono, da persone serie, notizie si Cuba che coincidono con il quadro descritto da Ciai. Purtroppo neanche Minà offre motivo di sollievo opponendogli il «Festival della gioventù». Cuba è fatta così: anche nei momenti più difficili, uno trova modo di sentirsi bene tra persone dotate di vitalità e di estroversione come i cubani. Ogni occasione è buona per ribaltare il disagio in manifestazioni di voglia di vivere insieme. Hemingway, dalla prima volta che ha messo piede a Cuba non ha più voluto staccarsene, ed erano tempi duri, quelli di Machado. Prima di Castro, Cuba era il quarto paese dell’America latina per molti beni materiali che consideriamo essenziali nella vita moderna. Ma c’era chi li aveva e chi non li aveva. Adesso c’è chi ha i dollari e chi non li ha. La salute è garantita a tutti, ma non ci sono le medicine. Castro ha sviluppato l’economia cubana, non ha creato nessuna industria, confidando nell’irreversibilità dell’aiuto sovietico e del campo socialista. Dopo la disintegrazione di quel sistema, l’isola ha dovuto affrontare la dura realtà dei mercati. E l’anno scorso la Comunità economica europea ha offerto tutto il proprio aiuto, purché Cuba facesse un passo verso quel futuro che comunque verrà, se Castro non si rivelerà immortale: il futuro di un paese normale, con tutti gli imprevisti che affrontano i paesi che non hanno affidato il proprio destino all’alleanza incondizionata con il paese guida del socialismo reale. Ma alla Cee Castro non ha risposo.