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 1997  luglio 03 Giovedì calendario

Che l’ltalia sia un Paese celebre a livello planetario non solo per l’abbondanza di leggi (37 disposizioni solo per i bachi da seta!) ma anche per l’assurdità di alcune norme si sapeva

Che l’ltalia sia un Paese celebre a livello planetario non solo per l’abbondanza di leggi (37 disposizioni solo per i bachi da seta!) ma anche per l’assurdità di alcune norme si sapeva. Basti pensare a quella varata anni fa in favore dei «marocchinati», cioè di quanti erano stati violentati dai soldati marocchini di passaggio durante la seconda guerra mondiale, legge che fissava «una invalidità equipollente a quella della perdita di un dito» e che fu accolta da una inattesa corsa alla domanda. «Anch’io, anch’io...». O alla recente abolizione, segnalata da Giulio Tremonti in un memorabile articolo, della tassa sui cani sostituita dalla tassa sulla piastrina per i cani. Non c’è attività produttiva italiana che trabocchi di spirito d’iniziativa come quella legislativa. C’è chi ha proposto d’istituire l’anguilla d.o.c. di Comacchio, chi l’Ente per la valorizzazione del litorale Riviera dei Cedri, chi l’Ordine professionale del musico terapeuta. Migliaia e migliaia di correzioni, ritocchi, ricami precisazioni inondano la Gazzetta Ufficiale nello sforzo di chiarire i dettagli. «Intendesi per nave a vela (veliero) una nave la cui propulsione dipende da vele». Oppure: «Intendesi per suino da macello l’animale della specie suina destinato al macello». Eppure, in tutto questo uno spiritato attivismo che arriva a fissare un ventaglio di differenti aliquote Iva per la pasta, le merendine, i babà e i corn-flakes, nessuno ha ancora trovato il tempo di occuparsi del «comma 1, articolo 13 bis del Dpr del 22-12-86 numero 917». Il quale meriterebbe di entrare nel Guinness dei primati accanto alla catastrofe sessuale di Cigar, il miglior cavallo da corsa Usa che ha fallito la monta con 31 femmine diverse, costando alle Assicurazioni Generali un miliardo e mezzo a cilecca. Indifferente alla storia patria, che vede tra gli eroi Pietro Maroncelli ed Enrico Toti, entrambi monchi dal lato sinistro, l’articolo in questione dice infatti nella sostanza (lasciamo perdere il linguaggio burocratico) che una persona priva della gamba destra che compra un’auto col cambio automatico o se lo fa installare con lo spostamento dell’unico pedale a sinistra ha diritto a tre cose. A pagare solo il 4% di Iva, ad avere un rimborso del 20% dalla Usl e a detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 22% del costo della macchina. Totale: almeno sei milioni di risparmio.