Umberto Eco, L’Espresso, 21/08/1997, 21 agosto 1997
In questi giorni di disastri si è osservato che uno dei problemi delle nostre ferrovie è anche la carenza di comunicazione
In questi giorni di disastri si è osservato che uno dei problemi delle nostre ferrovie è anche la carenza di comunicazione. Naturalmente una buona comunicazione non eliminerebbe deragliamenti, morti e feriti (questi sono problemi strutturali), ma aiuterebbe gli altri, quelli che spaccano i finestrini perché non sanno che cosa succede. Una delle sofferenze dei malati poveri nei grandi ospedali è che alla mattina passa il primario, si ferma davanti al letto enunciando osservazioni ipertecniche agli assistenti, prescrive ancora penicillina e se ne va, lasciando il paziente ignaro della sua vera sorte. Nelle cliniche per i ricchi invece il primario spiega al paziente che cosa ha e perché lo cura in tal modo, e il paziente non aggiunge l’ansia agli altri mali.