Umberto Eco, L’Espresso, 21/08/1997, 21 agosto 1997
Nelle nostre stazioni ci sono dei pannelli elettronici che dicono quali sono i treni in arrivo e in partenza, ma al massimo ti avvertono che il tale treno ha dieci minuti di ritardo, poi venti, poi un’ora, e tu non sai che futuro ti aspetta
Nelle nostre stazioni ci sono dei pannelli elettronici che dicono quali sono i treni in arrivo e in partenza, ma al massimo ti avvertono che il tale treno ha dieci minuti di ritardo, poi venti, poi un’ora, e tu non sai che futuro ti aspetta. Anche quando trovi un ferroviere gentilissimo che va a prendere informazioni, questo torna allargando le braccia: si dice che ci sia un guasto sulle rotaie a Battipaglia, forse lo riparano entro un’ora, forse dura sino a notte. Eppure esiste una cosa chiamata Internet grazie a cui, su schermi d’emergenza, potremmo leggere in tempo reale che cosa sta accadendo, quali sono le dimensioni dell’incidente, quanto ci vorrà, e persino quali alternative avremmo a disposizione per quella linea.