Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  agosto 21 Giovedì calendario

Ora tutti abbiamo in casa altoparlantini che stanno in una mano e attraverso i quali, se non si è esigenti, si può ascoltare a pieno volume preludio e morte d’Isotta

Ora tutti abbiamo in casa altoparlantini che stanno in una mano e attraverso i quali, se non si è esigenti, si può ascoltare a pieno volume preludio e morte d’Isotta. Se ce ne fosse uno ogni tanti metri, sui binari, alle entrate e accanto ai vari chioschi, chiunque riceverebbe comunicazioni sussurrate come una dichiarazione d’amore. Fate una botta di conti, calcolando il prezzo di questi aggeggi, e vedete che il sistema, anche in una grande stazione, costerebbe una cifra abbordabile. Non elimineremmo così le vittime, ma renderemmo più umana l’odissea dei sopravvissuti. Però non dipende solo da fattori tecnici ed economici: quello che manca è una disposizione a riconoscere nel pubblico un interlocutore, ed è una malattia che ha radici profonde, più della senescenza dei binari.