Anna Guaita, Il Messaggero, 10/08/1997, 10 agosto 1997
Lei invece riuscì a raggiungere l’albergo indicatole dal cargador. Il lieve lassativo che aveva ingoiato un’ora prima l’aiutò a liberasi del carico
Lei invece riuscì a raggiungere l’albergo indicatole dal cargador. Il lieve lassativo che aveva ingoiato un’ora prima l’aiutò a liberasi del carico. Pulì i contenitori e li consegnò allo spacciatore che venne a bussare alla sua porta. E finalmente poté cominciare a sognare. Duemila dollari non sono tanti, ma poteva fare qualche altro viaggio, mettere da parte una bella sommetta, comprare una casa nuova, in un quartiere meno miserabile. Ma la storia di Maria non è una storia a lieto fine. La giovane che aveva osato presentarsi da sola ai narcotraficantes, che aveva osato sfidare la macchina della giustizia dei gringos, non aveva pensato che il rischio maggiore veniva dall’uomo che diceva di amarla. Reynaldo, bulletto dei ghetti, non poteva accettare che la sua donna avesse compiuto un atto di tale indipendenza. Che si fosse presentata ai boss senza dirgli nulla, che fosse a Miami da sola, che stesse mettendo da parte un gruzzolo tutto suo. Maria era tornata a casa da appena una settimana quando Reynaldo l’ha uccisa a coltellate, per punirla della sua impertinenza.