Orio Caldiron, Il Mattino, 06/08/1997, 6 agosto 1997
Totò è più che mai deciso a proseguire nella sua vocazione e, appena approdato a Roma, si va a presentare ai più noti impresari teatrali millantando i grandi successi ottenuti a Napoli
Totò è più che mai deciso a proseguire nella sua vocazione e, appena approdato a Roma, si va a presentare ai più noti impresari teatrali millantando i grandi successi ottenuti a Napoli. Ma la risposta è sempre la stessa: il personale artistico è al completo. Per sua fortuna vive con i genitori che hanno affittato un appartamento in via Villafranca vicino a piazza dei Cinquecento: almeno ha un tetto sotto cui dormire. Finalmente trova una scrittura come ”Straordinario”, naturalmente senza paga, nella compagnia dell’impresario Umberto Capece. Il teatro si chiama pomposamente «Teatro Salone S. Elena» e si trova in piazza Risorgimento. In realtà è un baraccone di legno dove si cambia spettacolo ogni giorno alternando drammoni a forti tinte come La cieca di Sorrento, La sepolta viva, Le due orfanelle, con le farse di ambiente napoletano.