Orio Caldiron, Il Mattino, 06/08/1997, 6 agosto 1997
Già la prima sera alla «Sala Umberto I» segna per Totò la sua definitiva affermazione nel varietà
Già la prima sera alla «Sala Umberto I» segna per Totò la sua definitiva affermazione nel varietà. Anche perché, come drogato dalla bellezza del teatro, dal pubblico educato ma più che mai entusiasta di fronte alle sue macchiette Il bel Ciccillo, Vicoli, Il Paraguay, Totò supera se stesso. Si lascia andare a una girandola di piroette, contorce la faccia in una mimica irresistibile, inventa continui doppi sensi e sberleffi surreali che lo fanno ricoprire di applusi e di richieste di bis. la consacrazione. Dal 1923 al 1927 si esibisce nei principali caffè-concerto italiani, dal «Trianon» e dal «San Martino» di Milano, al «Maffai» di Torino. Il repertorio è quello ormai collaudato di macchiette e di parodie in cui si afferma il tipo della marionetta disarticolata, che comincia a essere nota come «L’uomo di gomma». Finalmente i maggiori guadagni gli permettono di essere sempre elegante, con i capelli impomatati e le basette lunghe alla Rodolfo Valentino. Si sente bello e le donne lo trovano irresistibile. Colleziona avventure a non finire con quelle che sua madre Nannina definisce lapidariamente «’e signorine puttane».