Andrea Girelli, Corriere dello Sport, 10/05/1997, 10 maggio 1997
La situazione degli stadi è questa: appartengono tutti ai comuni, tranne l’Olimpico che è del demanio
La situazione degli stadi è questa: appartengono tutti ai comuni, tranne l’Olimpico che è del demanio. La Reggiana, che l’anno scorso giocava in serie A, s’è comprata lo stadio per 25 miliardi. La Juve paga per il Delle Alpi - di cui non è affatto contenta - sei miliardi di affitto l’anno. Altri (Roma e Lazio, Atalanta, Inter e Milan) versano al Comune una percentuale sugli incassi. Il Parma s’è accollato le spese di ristrutturazione del Tardini e versa un canone simbolico di cinque milioni l’anno. Il Milan provvede al manto erboso del Meazza. Gli stadi più antichi sono il Meazza di Milano e il Dall’Ara di Bologna (1927). L’idea sarebbe quella di costruire un centro polivalente, con negozi, sale giochi, eccetera, dove ospitare anche eventi non-sportivi e accessibili in ogni giorno della settimana. Problema urbanistico: uno stadio così dovrebbe stare al centro della città. L’esempio di Nîmes, nel Sud della Francia, «dove lo stadio ha una particolarità: nei quattro angoli della struttura si svolgono, sette giorni su sette, attività di vario genere, dall’associazionismo sportivo al volontariato» (Vittorion Gregotti).