Roberto Gervaso, Il Messaggero, 24/08/1997, 24 agosto 1997
Perché non ha preso moglie? «Perché non l’ho trovata». Non l’ha trovata o non l’ha cercata? «Forse non l’ho cercata
Perché non ha preso moglie? «Perché non l’ho trovata». Non l’ha trovata o non l’ha cercata? «Forse non l’ho cercata. E poi...» E poi? «La moglie non ti è parente, ma non lo dica». Se si fosse sposato sarebbe stato un buon marito? «Ottimo». Fedele? «Fedelissimo. Sono cattolico, apostolico, romano. Non avrei mai tradito mia moglie». Non sente il bisogno di una compagna? «No: mi basta il mio lavoro. Verso una donna mi sentirei obbligato». Obbligato a che cosa? «A confidarle i miei problemi e i miei crucci, a metterla a parte dei miei segreti, a rispondere alle sue domande». Nessuna donna le ha mai detto di no? «Nessuna. Tutte disponibili». E lei ha sempre detto di si alle donne? «Per carità! Non mi sono mai atteggiato a gallo, non ho mai detto: ”Oggi me ne sono fatte tante”». Ha mai desiderato un figlio? «Ma nei film, nel ruolo di padre, ne ho avuti tanti. Per trent’anni, poi, ho tenuto nel portafogli la foto del figlio di un orchestrale, con una faccia più da cocomero che da bambino. Ogni tanto la tiravo fuori e dicevo: ”E’ mio figlio”». Lo era? «Diciamo che, dopo tanto tempo , lo era diventato. Mi occupo poi di bambini abbandonati o orfani, che ormai considero figli». Ha amici? «Pochi, fedeli e fidati. Vivo il più possibile nel mio guscio. Ho una bella casa con cose bellissime. Il sabato e la domenica non esco mai». E che fa? «Leggo. Soprattutto gialli e romanzi». Fra i suoi amori, c’è anche la tavola? «E che romano sarei?» Il piatto che più le fa gola? «I maccheroni, i rigatoni, i lumaconi col sugo di pomodoro fresco, polpettine, filetti di melanzane e, d’inverno, la ricotta romana. Se ci penso, mi viene l’acquolina in bocca». (Alberto Sordi)