Maurizio Bettini, La Repubblica, 04/09/1997, 4 settembre 1997
«Esopo, il grande benefattore dell’umanità, il favolista... era repellente alla vista, schifoso, pancione, con la testa sporgente, camuso, gobbo, olivastro, bassotto, con i piedi piatti, corto di braccia, labbrone, brutto come un servo della commedia di Plauto, brutto come un Marcolfo, brutto come un Bertoldo
«Esopo, il grande benefattore dell’umanità, il favolista... era repellente alla vista, schifoso, pancione, con la testa sporgente, camuso, gobbo, olivastro, bassotto, con i piedi piatti, corto di braccia, labbrone, brutto come un servo della commedia di Plauto, brutto come un Marcolfo, brutto come un Bertoldo. E per questo motivo, oltre che bello dentro, era anche bello sotto, se così si può dire. Un giorno, pensando di essere solo, si spogliò nudo e si mise ad eseguire degli esercizi. La moglie di Xanto lo sorprese e restò scandalizzata. Ma poi, osservata la lunghezza e la grossezza del suo membro, ne fu conquistata, non vide più la sua bruttezza e restò ferita da amorosa passione. Perciò, chiamatolo in disparte, gli disse: se ora, senza opporre resistenza, mi farai ciò che mi piace, godrai più del mio signore» (da Romanzo di Esopo, autore classico anonimo).