Alessio Altichieri, Corriere della Sera, 05/09/1997., 5 settembre 1997
«Sì, era istintiva. Ma mi dicono che fosse anche una furba manipolatrice della stampa. Astuta e istintiva
«Sì, era istintiva. Ma mi dicono che fosse anche una furba manipolatrice della stampa. Astuta e istintiva. Ricordiamoci che aveva avuto un’infanzia molto infelice. Odiava la matrigna, la seconda moglie del padre, viveva in una cerchia ristretta, era pressoché incolta. D’altronde, da sempre l’aristocrazia terriera non educa le figlie che devono andare spose: è inutile, anzi può essere pericoloso. Solo la borghesia, la middle-class dà valore all’istruzione. Eppure, quando Diana capì di non essere amata, d’essere respinta, scoprì in sè uno speciale talento e soprattutto capì che là, fuori da Buckingham Palace e da Kensington Palace, c’erano le telecamere e le macchine fotografiche che potevano salvarla, e compensare l’amore perduto con quello di milioni di persone. Con straordinaria abilità, cominciò così a galleggiare su un mare d’amore popolare, un oceano che lei governava a piacimento, alzando o abbassando le maree a sua volontà. Perciò i media erano complici? Certo, non poteva riuscire a costruire il suo personaggio senza la tv. E c’è una terribile ironia nel fatto che sia morta in un’incidente stradale perché inseguita dai paparazzi. Una morte da tragedia greca. Ricorda Eschilo, quando Oreste dopo aver ucciso Clitennestra, è inseguito dalle Erinni? Ecco, i fotografi sono come le furie di Eschilo che perseguitano Diana» (Graham Ballard ad Alessio Altichieri).