Fabio Poletti, La Stampa, 10/09/1997, 10 settembre 1997
Per Manuela Marrone l’incontro con Umberto Bossi fu un colpo di fulmine, «soprattutto per le idee che esprimeva»
Per Manuela Marrone l’incontro con Umberto Bossi fu un colpo di fulmine, «soprattutto per le idee che esprimeva». Dopo un po’ di tempo che lo frequentava, e dopo che era nata tra loro una relazione, seppe che era sposato e con un bambino piccolo. Fu tentata di mollare tutto ma lo perdonò. I genitori di lei erano «spaventati dal fatto che non si sapeva bene che persona fosse, che non avesse, come si usa dire, né arte né parte». Quando rimase incinta del primo figlio, glielo disse mentre usciva di casa per andare a lavorare in una scuola di suore. Per lui fu «un’esperienza durissima, i figli ti mettono davanti problemi che, fino a quando non ci sono, non te ne accorgi». Non avevano mai parlato di matrimonio, per lui non era importante, poi, un giorno di tre anni fa, l’allora sindaco di Milano Marco Formentini prenotò la sala comunale e li convinse a sposarsi. La videocassetta della cerimonia viene venduta per 20 mila lire alle feste della Lega.