Gabriele Pantucci, Sette, 02/10/1997, 2 ottobre 1997
L’attrice inglese Claire Bloom ha raccontato in un libro il rapporto con lo scrittore americano Philip Roth, suo terzo marito
L’attrice inglese Claire Bloom ha raccontato in un libro il rapporto con lo scrittore americano Philip Roth, suo terzo marito. Fu lei a chiedergli di sposarla e, ottenuta la risposta (dopo quindici anni di attesa), dovette accettare un contratto ”prenuptial”: solo lui poteva decidere di divorziare, Anna, la figlia che Claire aveva avuto dall’attore Rod Steiger, non poteva soggiornare nella loro casa in Connecticut per più di una settimana l’anno, se Claire avesse incontrato la figlia a New York, non avrebbe però potuto ospitarla nell’appartamento che divideva con Philip (il perché di tanto astio venne fuori solo al momento del divorzio, quando un’amica della ragazza rivelò che lo scrittore aveva tentato di sedurre Anna due volte, in assenza della moglie). Dopo aver acconsentito al divorzio, Roth pretese che l’ex moglie gli rendesse tutto ciò che aveva ricevuto durante la vita in comune: l’anello di Bulgari, 28.500 dollari l’anno che lui le aveva dato per dodici anni, centomila dollari di titoli e diecimila spesi in viaggi, 150 dollari l’ora per le 500 ore che aveva passato a leggere i copioni di lei per consigliarla. Da parte sua, lo scrittore si impegnò ad accreditarle 104 dollari alla settimana (la stessa cifra pagata alla donna delle pulizie).