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 1997  ottobre 16 Giovedì calendario

Insomma, tutto quello che possiamo sapere sulla sessualità di Lenin ci induce a credere che fosse «normale» nel senso più comune quanto in quello più elevato della parole

Insomma, tutto quello che possiamo sapere sulla sessualità di Lenin ci induce a credere che fosse «normale» nel senso più comune quanto in quello più elevato della parole. Aveva un pudore identico per la gioia come per il dolore, fece abolire le pene contro la morale e l’omosessualità, pensava che le donne si sarebbero «liberate» solo nel socialismo. Una certa letteratura ha cercato di tramandarci un asessuato, ma a nessuno è mai venuto in mente che fosse un omosessuale. Invece, sulla Nazione del 3 ottobre, un articolo da Mosca di Giovanni Morandi ci informa che il periodico Ruski Poriadok ha pubblicato la corrispondenza di Zinovev e Lenin (11 lettere) dalla quale risulta più di una relazione omosessuale. Zinovev, che era il capo ebreo del partito di Pietrogrado, scriveva: «Tu non immagini quanto sia triste e come mi manchino la tua compagnia e le tue carezze. Non mi crederai ma non ho toccato nessuno da quando sei partito. Puoi essere completamente sicuro dei miei sentimenti e della mia fedeltà». L’articolo (parzialmente ripreso sul Foglio dei Fogli) cita un Lenin che si giustifica per essersi concesso anche a Trockij giurando: « avvenuto solo una volta». C’è infine una lettera della Krupskaija che li aveva sorpresi: «La prego di non disturbare più mio marito... venuto il tempo di calmarsi per voi».