Franco Pantarelli, La Stampa, 06/11/1997, 6 novembre 1997
New York. Dove diavolo sono le chiavi della macchina? Lì, sul tavolo. Ma non è oggi che deve venire l’idraulico? Sì, ma non ti preoccupare, ci sono io
New York. Dove diavolo sono le chiavi della macchina? Lì, sul tavolo. Ma non è oggi che deve venire l’idraulico? Sì, ma non ti preoccupare, ci sono io. Qui ci vorrebbe proprio un’altra lampada. Ok, ne cercherò una adatta. A proposito, ho invitato a cena alcuni colleghi. Ah, bene, così proverò quella nuova ricetta che mi sono procurata. tanto accondiscendente, comprensiva e sempre di buonumore, quella moglie, che sembra finta. E infatti lo è. A legarla all’uomo che non trova le chiavi e che ha bisogno di una lampada nuova non è il contratto «finché morte non vi separi» che si firma davanti al pastore, ma un rapporto fra lavoratore e datore di lavoro. Si chiama ”dial a wife”, che sta per ”telefona e avrai una moglie”, il servizio inventato da una signora di nome Beth Berg. Casi in cui Beth risulta particolarmente utile: se uno ha appena divorziato o è allergico al matrimonio o è troppo anziano o non riesce a trovare una moglie giovane e piena di energia oppure è una donna tutta dedita al business e quando si tratta di organizzare la festa di compleanno del marmocchio o di comprare una gonna alla moda alla ragazzina non sa da dove cominciare. La signora Berg è molto di più che una moglie devota: è una moglie ”professionale”. Ciò che una moglie vera dovrebbe fare per amore (e che magari per un po’ fa pure, ma poi si stufa), lei lo fa per soldi - il che dà maggiori ”garanzie” - e infatti nei suoi compiti c’è tutto ma non ”quello”. Beth Berg attualmente di ”mariti” ne ha tre e uno è anche famoso: l’attore Richard Dreyfuss, nel cui giardino proprio l’altro giorno ha piantato nuovi fiori: «Lui a malapena li guarda - dice - ma a me piacciono». Dunque, anche autoritaria quel tanto che non disturba.