Giancarlo Padovan, Corriere della Sera, 18/11/1997, 18 novembre 1997
Venezia. Dov’è nascosta la memoria in questa casa? Nel fascio di fotografie avvolte dal cellophane? Nella sfilata di libri sottovetro? O nella camera da letto in cui bivacca un quotidiano di quasi un mese fa? La memoria ha il ciglio asciutto e comincia a spiegare con una frase presa da un taccuino: scrittura minuta e un po’ sbilenca
Venezia. Dov’è nascosta la memoria in questa casa? Nel fascio di fotografie avvolte dal cellophane? Nella sfilata di libri sottovetro? O nella camera da letto in cui bivacca un quotidiano di quasi un mese fa? La memoria ha il ciglio asciutto e comincia a spiegare con una frase presa da un taccuino: scrittura minuta e un po’ sbilenca. Dev’essere una di quelle massime che il figlio poverissimo di un anarchico e di un’analfabeta dava a intendere di avere appreso all’Università della Strada: «Nella vita le nostre azioni sono guidate o dall’interesse o dall’eros».