Giancarlo Padovan, Corriere della Sera, 18/11/1997, 18 novembre 1997
Lui si chiama Helenio Herrera e sua moglie Fiora Gandolfi, 61 anni, una faccia senza rughe, dice con un sorriso carico di promesse che è partito per un viaggio
Lui si chiama Helenio Herrera e sua moglie Fiora Gandolfi, 61 anni, una faccia senza rughe, dice con un sorriso carico di promesse che è partito per un viaggio. «Partiva senza dire dove ed era questa una delle sue più odiose abitudini. Andava, lasciandoci convivere per giorni con un angoscioso silenzio. In Spagna, dove qualche settimana fa si è sentito male una prima volta, saremmo dovuti andare insieme. Poi cambiò idea. ”Vado a Casablanca dove è sepolta mia madre. Meglio solo”. Naturalmente a Casablanca non arrivò mai. Poche notti dopo mi chiamò da Madrid: ”Non respiro”. Gli dissi di chiamare un medico e all’indomani di farsi ricoverare. Alle 10 del mattino dopo, io e mia figlia ci rivolgemmo all’ospedale. Rispose squillante: ”Mi hanno fatto uscire”. Naturalmente, neanche questo era vero. Aveva firmato e se ne era andato sotto la sua responsabilità. Di nuovo scomparve. Dopo un giorno telefonò da Roma. Era stato male un’altra volta. Nonostante ciò, si faceva beffe della morte: ”Sapessi come me la sono goduta. I romanisti mi volevano trattenere in ospedale. Figurarsi se resto con loro”. Qualche ora prima che morisse è stata Luna a portarlo all’ospedale a Venezia. Non voleva l’ambulanza, voleva andare a piedi. Da solo si è preparato la sua valigetta, con i biglietti del metrò di Parigi perché dopo era là che voleva arrivare. Secondo lei, posso pensare che un uomo così non sia semplicemente in viaggio?».