Giancarlo Padovan, Corriere della Sera, 18/11/1997, 18 novembre 1997
Amava molto? «Aveva un sacco di donne e amava la Madonna. Non era religioso. Amava la Madonna perché era una donna, una donna buona
Amava molto? «Aveva un sacco di donne e amava la Madonna. Non era religioso. Amava la Madonna perché era una donna, una donna buona. Aveva il culto della madre. Amava tutte le donne madri». Lei come ha potuto sopportare i tradimenti? «Da lui ho imparato ad accettare la vita com’è senza perdere tempo, a sognarla. Le racconto questa. Sul letto di morte, da sotto il materasso ha tirato fuori una lettera d’amore, una delle tante che riceveva. Mi ha chiesto di leggergliela perché non riusciva a decifrare la calligrafia. Che tipo. Io gli sono sempre stata fedele. La fedeltà per me non è un valore. Non mi sono mai imposta il dovere di rispettarla. Con lui è stato naturale». Come definirebbe la sua vita con Helenio? «Colorata. In certe cose era tremendo. Guidava in modo spericolato, era sordo e non ci vedeva bene. Non sentendolo per giorni me l’immaginavo sprofondato in un burrone. Invece, era in una stanza d’albergo con un’altra». E quando tornava non era furiosa con lui? «Impossibile. Era gelosissimo, dispotico. Era bugiardo. Non falso, non ipocrita. Ma bugiardo tantissimo. Mi spiego: la verità era la sua parola. Mentiva credendo di essere egli stesso la verità Era retto e scorretto: giusto, onesto, eppure molto maleducato». Perché ha voluto essere cremato? «Lo riteneva solo una misura più igienica. Della morte non parlava mai. Era una questione che non lo riguardava. Mi creda. solo ripartito».