Famiglia Cristiana, n. 48, 03/12/1997, 3 dicembre 1997
Vorrei sottoporre alla sua attenzione un problema non soltanto mio ma di molte famiglie con figli seri e per bene, sopra i venticinque anni e sotto i quaranta, i quali - avendo poche conoscenze, o perché timidi o perché disertano le discoteche - si trovano soli e depressi
Vorrei sottoporre alla sua attenzione un problema non soltanto mio ma di molte famiglie con figli seri e per bene, sopra i venticinque anni e sotto i quaranta, i quali - avendo poche conoscenze, o perché timidi o perché disertano le discoteche - si trovano soli e depressi. Mi domando e lo chiedo anche a lei, padre: perché alle soglie del Duemila, la Chiesa per prima non affronta questo problema? Tra le parrocchie della stessa città e dintorni (a Roma, ad esempio sono centinaia) si potrebbero organizzare gite e incontri finalizzati alla conoscenza tra giovani; e anche il suo giornale potrebbe dedicare una rubrica a tale scopo. Il cardinale Ersilio Tonini, riferendosi alle «culle vuote», ha invitato gli sposi a «mettere al mondo almeno due figli». Ma come si fa a dargli ascolto, se prima non si creano nuove famiglie? Lettera firmata vero, un tempo la parrocchia e le sue organizzazioni, tra cui soprattutto l’oratorio, erano il «punto d’incontro» naturale tra ragazzi e ragazze. Lo è ancor oggi in molti luoghi, specie se non sono i giovani a «squagliarsela» per primi. Mica è dei preti la parrocchia, è di tutti; e se tutti concorreranno a vivacizzarla, torneranno a spuntare al suo interno tanti bei germogli d’amore e di vita. Per quanto ci riguarda, più che pensare a una «rubrica» che implicherebbe una complessa organizzazione, rinvio come sempre a un istituto affidabile: La Casa - Via Lattuada 14 - 20135 Milano - tel. 02/55.18.73.10.