Gabriele Romagnoli, La Stampa, 11/11/1997, 11 novembre 1997
Due anni più tardi fu liberato. Ad attenderlo, all’uscita della prigione, c’era suo padre Leonard
Due anni più tardi fu liberato. Ad attenderlo, all’uscita della prigione, c’era suo padre Leonard. Lo portò con lui, nel suo mondo popolato di ladri, trafficanti di droga prostitute. Vissero insieme e insieme rubarono, spararono, si drogarono. Nel 1961, durante un conflitto a fuoco, si trovarono uno accanto all’altro per l’ultima volta. Il vecchio Leonard cadde ammazzato. Darrel scappò senza neppure chinarsi sul cadavere del padre. Scrisse poi: «Quando ti sparano addosso, pensi solo a restituire la cortesia e poi dartela a gambe». Lo arrestarono al funerale del padre. Tornò al penitenziario di Oklahoma, in cella con il fratello Bill, altro gioiello di famiglia. Mentre loro erano dentro, la mamma si risposò. Quando Bill uscì, la prima femmina che vide fu la figlia del patrigno: Linda, 15 anni. La sposò. Nel 1962, dal loro strano matrimonio nacque un bambino che fu chiamato Bill. Bill Wayne Hill. Al battesimo il padre Darrel, secondo la tradizione di famiglia, era assente: perso in una cinque giornate di allucinogeni che lo portarono prima in ospedale poi in carcere per furto. Darrel e Bill Hill si videro solo una volta nella vita. Fu nell’ora di visita. Linda si presentò oltre il vetro con un fagotto in braccio e annunciò «Si chiama Bill. Ancora per poco. Lo dò via. Lo faccio adottare a qualcuno che non venga da una famiglia di delinquenti, perché abbia un destino migliore». Derril, che aveva solo ventidue anni, ma era già vecchio dentro e stanco della sua sorte, chinò il capo, assentì e guardò andare via suo figlio.