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 1997  novembre 11 Martedì calendario

Jeff Landrigan lo guardò senza replicare, ma quel nome gli rimase come un marchio nel cervello: Hill, Darrel Wayne Hill

Jeff Landrigan lo guardò senza replicare, ma quel nome gli rimase come un marchio nel cervello: Hill, Darrel Wayne Hill. Quando fu rilasciato andò a vivere in un appartamento nuovo comprato per lui e la moglie dai Landrigan. Lei rimase incita e si preparò a partorire nell’estate del 1982. Progettarono una festa. Jeff chiamò il suo vecchio amico Greg Brown, a fare da padrino al battesimo. Durante i preparativi, i due si ubriacarono e Greg, alterato, fece delle avances. Questo «non rientrava nei programmi di Jeff», come già accadde al suo padre naturale anni prima e, come lui, uccise il suo molestatore. Fu condannato all’ergastolo. Vide sua figlia solo oltre il vetro di un parlatorio: un fagottino nelle braccia di una madre-bambina, ancora una volta. L’ergastolo fu mutato in condanna a quarant’anni, ma Jeff Landrigan, non seppe attendere. Scappò nel 1989. Aveva un appuntamento al binario, del destino: la rotaia degli Hill correva anche per lui. Destinazione: braccio della morte. Mentre attraversava l’Arizona incontrò un barista di nome Chester Dyer, passò con lui una notte di dicembre e se lo lasciò alle spalle morto strangolato, con una carta da gioco pornografica delicatamente appoggiata sul cuore.