La Repubblica, 27/12/1997, 27 dicembre 1997
Andrea Jonasson e Giorgio Strehler si conobbero in Austria, ventiquattro anni fa. Lei lasciò fidanzato, lavoro, casa e carriera e lo raggiunse a Milano, per sempre
Andrea Jonasson e Giorgio Strehler si conobbero in Austria, ventiquattro anni fa. Lei lasciò fidanzato, lavoro, casa e carriera e lo raggiunse a Milano, per sempre. Quando arrivò in Italia non aveva niente, solo una piccola valigetta rossa, nemmeno di pelle, che a lui fece subito tenerezza: «Non buttarla mai», le disse. Si sposarono nell’81 e ancora pochi giorni fa il regista diceva che il loro era un amore pieno di mistero. Lei racconta che stare con lui era difficile, faticoso e tuttavia esaltante: « stato il mio maestro, anche se si arrabbiava quando glielo dicevo, non voleva essere chiamato così. Era un genio bambino, un po’ viziato, che andava trattato come un figlio. Capitava, nei momenti in cui stava male, che mi chiamasse ”mamma” e mi dicesse ”mamma, aiutami tu”».