Andrea Belvedere, Panorama, 15/01/1998, 15 gennaio 1998
Giorgio Strehler e la sua compagna Mara Bugni si conobbero a teatro, otto anni fa. Lei aveva allora 27 anni, lui 68
Giorgio Strehler e la sua compagna Mara Bugni si conobbero a teatro, otto anni fa. Lei aveva allora 27 anni, lui 68. La Bugni, che a 12 anni teneva una foto di Strehler sul comodino e diceva alla madre che quello era l’uomo dei suoi sogni, lo intervistò per un giornale americano, poi seguì i suoi corsi al Piccolo di Milano («ma non mi sembrava che mi notasse, mi salutava, mi sorrideva, come faceva con tutte le allieve») . Un giorno si incontrarono per caso all’aeroporto di Roma, lui le disse che nel buio del teatro non si era mai accorto che fosse così carina e l’invitò a cena: «Credo che già al ristorante ci rendemmo conto di essere innamorati». Strehler le raccontò che con sua moglie aveva solo rapporti professionali, lei gli credette e da allora si dedicò esclusivamente a lui: «Preferiva che gli stessi vicino, invece di avere l’impegno di un lavoro. Mi faceva regali bellissimi: quando vedeva una cosa bella, la comprava per me. Non ho vergogna a dirlo, anzi ne sono fiera. E se qualcuno in senso dispregiativo mi definisce l’amante, io penso che amante deriva dal verbo amare, e sono felice di essere definita così». I due vivevano in una villa a Lugano (tre piani, palestra, piscina, bagno turco al piano terra), lei dice che erano «molto felici, molto», tuttavia negli ultimi tempi lui si immalinconiva spesso e pensava morte: «Giorgio era un genio grandissimo pieno di creatività e poesia, ma anche pieno di paure. Ecco, io sono stata l’amante di questo uomo straordinario».