Maria Pia Fusco, La Repubblica, 15/01/1998, 15 gennaio 1998
Tinto Brass convinto che il suo ultimo film ”Monella” sia innocente e adatto ai giovani («L’ha visto mio nipote di 12 anni ed è rimasto deluso, dice che non si vede niente»)
Tinto Brass convinto che il suo ultimo film ”Monella” sia innocente e adatto ai giovani («L’ha visto mio nipote di 12 anni ed è rimasto deluso, dice che non si vede niente»). Tra le scene che potrebbero dare fastidio alla censura, quella in cui la giovane protagonista si masturba («Si vede, ma vedi l’esistente e per brevi momenti, senza compiacimenti. E don Zega su ”Famiglia Cristiana” ha scritto che la masturbazione è un peccato necessario per i giovani, quindi veniale»). Poi c’è la sottana che si solleva, lei che balla senza mutandine, lei che fa la pipì («ma è un modo gioioso, divertito»). Il regista dice di aver subìto attacchi anche per il manifesto del film, dove si vede la ragazza che passa con la gonna al vento tra i seminaristi e quelli che poi annusano il sellino della sua bicicletta («E che male c’è? Io lo facevo»). Sua opinione sulle donne: «Sono capricciose, sensuali, bugiarde, anche troie, sono la parte più positiva e vitale dell’umanità».