Pierangelo Sapegno, La Stampa, 24/01/1998, 24 gennaio 1998
Avvertenza. Questo processo è rigorosamente vietato ai minori di 18 anni. Lui la vide in discoteca
Avvertenza. Questo processo è rigorosamente vietato ai minori di 18 anni. Lui la vide in discoteca. Il Number, come dice lei. Aveva una farfalla disegnata sulla caviglia. Le urlò nel frastuono delle Spice Girls e nei bagliori delle luci stroboscopiche: che significa quella farfalla? Lei disse: libertà. Due whisky, la musica che andava. «E ci appartammo subito». Abbordaggio da balera, si fa così. Però lei, Maria Angiola Assoni, oggi dice che è stata «prigioniera di una malattia». [...] Giacca blu ricamata di bianco, pantaloni azzurri, stivali neri con i tacchi alti. Orologio d’oro, sottile braccialetto d’argento. Non voleva i giornalisti, a quest’udienza. E capiamo perché. Quando tocca a lui, Massimo Foglia, altro che amore e malattia. Sembra un giocatore da biliardo disegnato da Piero Chiara. Risponde con la faccia da bullo di chi mira il punto dando il gesso alla stecca: «Ci siam visti martedì e ovviamente abbiamo avuto un rapporto sessuale». Dove? «Sul cofano della macchina». Tre Punti. E mercoledì? «Rapporto sessuale. Naturalmente». Dove? «Non so se posso rispondere». Non aspetta altro: «Sa, con lei, davanti e di dietro era lo stesso». Volevamo sapere dove. Lei è seduta lì davanti, guarda solo il presidente. «Ah. Al bivio della strada per Palazzolo».