Alessandra Farkas, Corriere della Sera, 25/01/1998, 25 gennaio 1998
Per la post-femminista Camille Paglia l’ultimo scandalo sessuale di Clinton è una sorta di vendetta personale
Per la post-femminista Camille Paglia l’ultimo scandalo sessuale di Clinton è una sorta di vendetta personale. «Fui l’unica leader femminista americana a tifare pubblicamente Paula Jones, nel ’94 – spiega al ”Corriere della Sera” la scrittrice italo-americana – mentre l’establishment femminista asservito al partito democratico l’abbandonò. Difendendo invece Anita Hill, che aveva molte meno prove. Adesso ci risiamo e tutta l’America mi dà ragione». Come spiega il silenzio delle femministe e degli amici di Clinton sullo scandalo Lewinsky? «Non si tratta più di un’esotica cabarettista o di una ”astratta” segretaria di provincia ma di una giovane ed innocente neolaureata, simbolo dell’America bianca e facoltosa che ogni anno manda i propri figli a fare stage di lavoro in ditte e ministeri. Poteva capitare a chiunque, insomma. Per questo il muro di silenzio tra i fedelissimi del presidente Bill Clinton come Diane Feinstein, Barbara Boxer e Ted Kennedy. Un silenzio che permette ai media di infierire senza pietà contro un presidente solo ed indifendibile». (Camille Paglia a Alessandra Farkas)