Pierangelo Sapegno, La Stampa, 02/02/1998, 2 febbraio 1998
Lui dice così: «In questa storia non ho capito tante cose». Anche noi. Il nome è bruttissimo: sexygate di Versilia
Lui dice così: «In questa storia non ho capito tante cose». Anche noi. Il nome è bruttissimo: sexygate di Versilia. La storia non è tanto più bella. Ma è edificante, per questo la raccontiamo. C’è un assessore di provincia con lo sguardo da duro: lo chiamano «mastino», è vicesindaco di Massarosa, 20 mila abitanti, alle porte di Viareggio. Un difetto: piace alle donne. Coraggio, c’è di peggio. Riccardo Marchetti, 44 anni, una moglie impiegata in Comune, due figli, infermiere professionale, una carriera nel pds, e a margine qualche scappatella non consentita. Poi c’è una donna fatale. C’è sempre una donna fatale nelle storie di provincia. Lei è un’impiegata del Municipio molto bella, dicono che assomigli a Demi Moore, alta, bruna, sposata, due figli. Sanno tutti chi è, ma nessuno può dirlo. la legge della privacy che vale a metà. solo la prima delle tante incongruenze. La storia comincia un tranquillo mercoledì di ottobre, quando i due forse s’incontrano in una casa di Lido di Camaiore, sotto l’occhio indiscreto dei carabinieri. Il forse vale solo per pudore, o per solidarietà. E finisce l’altro ieri, quando lui è costretto a presentare le dimissioni: minacciato dalle opposizioni che tuonano contro «la sua dignità sia umana che politica», abbandonato dal partito. E il mastino se ne andò, dicendo che non aveva capito tante cose.