Gabriele Romagnoli, La Stampa, 15/02/1998, 15 febbraio 1998
«Le coppie d’America che, come da tradizione, vanno in luna di miele alle cascate del Niagara già che ci sono hanno preso l’abitudine si andare a trovare i coniugi Onesi e toccarli, perché portino loro fortuna
«Le coppie d’America che, come da tradizione, vanno in luna di miele alle cascate del Niagara già che ci sono hanno preso l’abitudine si andare a trovare i coniugi Onesi e toccarli, perché portino loro fortuna. La fortuna di Paul Onesi e Mary Onesi, nata Corsaro, sarebbe quella di aver trascorso insieme 29.389 giorni e, assicurano, altrettante notti. Dal giorno del matrimonio, 6 agosto 1917 a ieri incluso. Ottanta San Valentini, sette figli, due guerre, una grande depressione zero separazioni. Due matti. Tara ereditaria: cinque dei discendenti hanno già festeggiato le nozze di diamante. Una nipote candidamente ammette: ”Nessuno ha mai pensato di divorziare, anche perché, in famiglia, nessuno ha mai spiegato come si fa, volendo, e se uno lo chiedesse, succederebbe il finimondo”. Al vecchio Paul verrebbe un coccolone, con i suoi 101 anni. La vecchia Mary, 93, gli sopravviverebbe per poche ore. Non ha mai conosciuto uomo all’infuori di lui. Aveva 13 anni quando sua sorella Rosa le disse: ”Stasera ti presenterò tuo marito”. Lei si mise di lusso: cerchietto blu con i fiorellini tra i capelli, braccialettino con i ciondoli e via. Seduta nel tinello di una casa in Pennsylvania aspettò. Quando la porta si aprì, apparve un minatore ventunenne di origini italiane, non proprio pulitissimo, neppure nell’eloquio. Prendere e mai lasciare. Si sposarono dopo un mese e dopo un anno ebbero il primo figlio. Lui racconta con comprensibile fierezza che in ottanta Valentini non si sono mai scambiati biglietti, fiori, cioccolatini o altri regali. Pare che una volta, nel ’56, lui le abbia dato un bacio sulla guancia, ma il figlio, ora settantaseienne, che sarebbe stato presente all’evento, comincia a barcollare con la memoria e non ne è più tanto sicuro. Paul Onesi non si preoccupa di queste cose: ” altro quel che conta, in un buon matrimonio”. Cosa sia non lo dice, perché non se lo ricorda più».