Giovanni Bianconi, La Stampa, 14/03/1998, 14 marzo 1998
Nel libro Il prigioniero l’ex brigatista Laura Braghetti racconta tra l’altro che in un pomeriggio d’inverno del ’79 fu corteggiata da Roberto Benigni
Nel libro Il prigioniero l’ex brigatista Laura Braghetti racconta tra l’altro che in un pomeriggio d’inverno del ’79 fu corteggiata da Roberto Benigni. Lei, allora ventiseienne, nome di battaglia ”Camilla”, aveva alle spalle il sequestro e l’omicidio Moro e stava per ammazzare Vittorio Bachelet. Lui era già famoso e lavorava all’’Altra domenica” di Renzo Arbore. Quel pomeriggio la Braghetti doveva incontrare i suoi compagni in un bar nel centro di Roma, siccome quelli tardavano si era seduta a un tavolino. «Poco più in là, altrettanto solo e seccato, c’era un tipo con la faccia buffa che mi sembrava di avere già visto. Probabilmente lo fissai un secondo di troppo, perché si voltò con un sorriso irresistibile e la chiara intenzione di mettersi a chiacchierare». Benigni, che naturalmente non sapeva chi fosse quella ragazza, disse che anche lui aspettava un’amica da mezz’ora e che avrebbero fatto meglio ad andarsene loro due insieme «lasciando i ritardatari con un palmo di naso». Sentendo il suo accento toscano la Braghetti capì che quello era il comico che aveva visto in televisione e che l’aveva fatta ridere fino alle lacrime, tuttavia gli disse seccamente che i suoi amici erano in ritardo di soli dieci minuti e uscì fuori del bar. Ora scrive che quello, «per una ragazza qualunque, sarebbe stato un giorno fortunato».